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Robin Seige III

La ROBIN SIEGE III doveva essere usata da noi SAT per avvicinare persone della nostra associazione al mondo del mil-sim....purtroppo il responsabile della sezione "novizi" ha dovuto traslocare e quindi ben 4 operatori sono rimasti a casa. Quindi operazione "INIZIAZIONE" abortita già sul nascere.....poco male i rimanenti 8 erano vecchie volpi ed avevano, perciò, tutte le carte in regola per portare a termine l'impegno!! Ed invece Liut ha dovuto rinunciare per problemi di salute mentre altri cinque l'hanno fatto per problemi di lavoro. RISULTATO? Siamo partiti in tre (STEN, NAM ed il sottoscritto). C'eravamo tenuti in contatto con Gioma ed i suoi perché, essendo anche loro fuori classifica, pensavamo di collaborare su alcune azioni dirette....ciò non è stato possibile perché anche i nostri amici sardi hanno dovuto far fronte a diversi imprevisti, che hanno ridotto la nostra collaborazione a dividere il posto del bivacco insieme.
Ma passiamo alle cose degne di nota....la nostra prima azione prevedeva di capire se due obiettivi fossero attivi (ed in caso ricognire ed/o distruggerli, tramite i panetti di esplosivo fornitoci dall'organizzazione)....dopo un paio d'ore di avvicinamento fuori sentiero, siamo sbucati su una carrabile che ci permetteva di avere una visuale parziale del primo sito (PODERE CASALPERO) e di capire che era un obiettivo attivo; non potendo usare il sentiero per l'avvicinamento (troppo ovvio, e quindi certamente controllato) ho optato per un avvicinamento su di un campo arato di 200 metri circa e mi sono camuffato.
Ho lasciato a NAM il mio visore, che gli ha permesso sempre di avermi sotto controllo ed allo stesso tempo di monitorare i movimenti della persone di guarnigione (immediatamente contate in 4 tango) capendo che le ronde non seguivano né un percorso prefissato né una tabella oraria, erano, infatti, fatte random....tutte le info mi venivano passate da STEN che essendo a fianco di NAM , gli faceva da sicurezza e gli permetteva di essere concentrato soltanto sul suo compito.
Ed io? Io ero immerso nel mio "mondo" di 15 cm che ho spesso descritto a chi ha fatto il corso SPEREC da noi SAT! L'avvicinamento è stato lungo e "bagnato" visto che il terreno non aveva drenato la pioggia scesa copiosa nei giorni antecedenti all'evento (al momento della doccia vi assicuro che con il terriccio che avevo sul corpo potevo riempire un vaso di fiori) ....ad ogni segnale radio di Sten, mi avvicinavo di più alla zona illuminata dallo cyalume, dove mi ero prefissato di arrivare (visto che al momento dell'infiltrazione i nostri esplosivi erano stati dimenticati nella mia macchina) per tentare di timbrare il mio cartellino, per dimostrare la nostra presenza in loco, allo stesso tempo raccoglievo tutte le info che riuscivo a carpire dalle parti di discorso che più mi avvicinavo al fuoco che la guarnigione aveva acceso per scaldarsi (quanto li invidiavo mentre battevo i denti !), più diventavano chiare.
A 50 m circa dal fuoco ed a un po' meno dalla luce chimica che era diventata il nostro obiettivo chiedevo a STEN di non chiamarmi più, perché avevo paura che sentissero la chiusura trasmissione,ed allo stesso tempo li avvisavo che era intenzione di un paio di TANGO di recarsi al limitare di bosco presso il quale si celavano i miei due "soci".
Approfittavo della vigilanza ridotta ed arrivavo a ridosso di un muretto a secco alto si e no mezzo metro dietro al quale c'era la cyalume, In quel preciso momento, mi è passato per la testa di avvicinarmi ai due tango rimasti attorno al fuoco, ed approfittando del fatto che mi davano le spalle di "farli arrendere" e poi aspettare nascosto vicino al fuoco il ritorno della ronda per sopraffarla grazie all'effetto sorpresa, ma non l'ho fatto perché ci eravamo prefissati di arrivare al timbro, quindi mi metto a cavalcioni del muretto e mi rendo conto che sull'altro lato, oltre a tante pietre in bilico c'erano anche diversi sterpi: con pazienza e tenendo sotto controllo i quattro tango, nuovamente riuniti, spostavo le pietre pericolanti e rompevo le sterpi, aspettando che le sentinelle parlassero tra loro.
Operazione riuscita, ora mi aspettava la parte più difficile, portarmi completamente oltre al muricciolo, ben sapendo di essere a meno di 4 m dal fuoco e avendo la chiara percezione di non essere riuscito a ripulire tutto: infatti.....CRAC! un rumore sordo scuoteva me, ma ancora peggio attivava i TANGO che dopo un paio di flashate sopra la mia testa abbassavano la luce e mi illuminavano, immediatamente colpivo il primo ma venivo sommerso da una doccia di 6 mm. Missione fallita, ma che soddisfazione, ed allo stesso tempo che rabbia, se avessi avuto l'esplosivo, lo avrei posizionato sul muretto e mi sarei potuto allontanare indisturbato con tutte le info carpite.
Alla domanda dei difensori se fossi solo rispondevo di si e dopo le formalità del caso mi allontanavo in direzione del link up preventivamente concordato con tra di noi. Riuniti ci avvicinavamo a PODERE MOLLERETA, il nostro secondo obiettivo di quella notte, che non aveva un altro modo per avvicinarsi senza far rumore, se non sulla carrabile.
Arrivati a distanza davo a STEN il compito di fare lo SPEREC ma, veniva immediatamente messo fuori gioco da una raffica ed una serie di flash si accendevano simultanee, eliminando anche me dopo una resistenza poco più che simbolica. Come abbiano fatto a vederci ad occhio nudo, quando noi con il visore non vedevamo loro, e le condizioni di luna erano equivalenti sia per gli uni che per gli altri, a tutt'oggi mi è oscuro. Con le pive nel sacco ci dirigevamo al bivacco pregustando il riposo che ci avrebbe permesso alle 12:30 di essere pronti per l'imboscata al vip sulla carrabile che andava dal ponte di CECINA al PODERE PARADISO.
Ritornare al bivacco con la luna calata si è rilevato un'impresa non da poco, che al mattino ci ha ritardato al momento di lasciare il bivacco: da quel momento in poi (erano le 1040 circa) non abbiamo fatto altro che salire e scendere botri e le "dolci colline" toscane che di dolce hanno ben poco se non muraglie di rovi, che non ci hanno permesso di raggiungere il link up con Gioma per coordinare le nostre azioni nell'attacco al convoglio.
Mesti ritornavamo al bivacco per aspettare la notte e fare qualche altro avvicinamento ad obiettivi che sapevamo attivi grazie alle recon dei sardi. Ma a quel punto sia NAM che io abbiamo avuto dei problemi fisici che ci hanno costretto ad esfiltrare anticipatamente......ROBIN SIEGE III per noi finiva così!!!

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