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Op. Calamita De Haseivado

Partiamo io e Mauro alle 3 di mattina con la Y10 e recuperiamo Psycho 20 minuti dopo, impegnandoci in una partita a tetris per sistemare gli zani nel bagagliaio, e ci avviamo in direzione Pimbino, che raggiungiamo 7 ore dopo. All'arrivo battute e risate con gli amici del SAV, che ci vedono arrivare con il "girmi" stracarico. Incontriamo anche Kad ed i suoi, e facciamo il viaggio in traghetto insieme.
Raggiungiamo Portoferraio in un'ora, veniamo caricati sui furgoncini e portati sul campo. L'organizzazione delle Api di Mare è davvero imponente: traghetto, trasporto e accoglienza splendidamente gestiti da Iunio (uno affidabile!) e con tutti i ragazzi del gruppo che assolvono i compiti loro assegnati senza sbavature.
La partenza avviene alle 19 circa, chiedendo l'entrata via radio, dal nostro punto di vista di partecipanti avremmo preferito un'infiltrazione un po più libera, ma ci adeguiamo. Puntiamo direttamente a cercare il punto dove fare un bivacco, nascondiamo gli zaini e ci incamminiamo verso il primo obj: Polvere.
Nell'avvicinamento sappiamo che c'è un incrocio (tra Polvere e Voce) fortemente sorvegliato, in prossimità dello stesso sentiamo numerosi ingaggi. Troviamo un altro gruppo fermo lungo il sentiero e che cerca di risalire passando a monte del sentiero stesso, noi ci incamminiamo a valle. Camminiamo paralleli al sentiero da alcuni minuti che siamo costretti a congelarci: una pattuglia della contro passa sul sentiero a pochissimi metri da noi, torce accese e voce alta fermandosi anche a parlare e a provare le asg. Non ci vedono e dopo alcuni minuti riprendiamo il cammino. Arriaviamo all'incrocio e vediamo che è sorvegliato: siamo stati silenziosi e siamo arrivati defilati, le sentinelle non si accorgono di noi, ad un comando di Mauro spariamo insieme e li eliminiamo tutti. Via libera per Polvere, salutiamo e andiamo.
Pochi minuti dopo siamo all'imboccatura di Polvere, illuminato a giorno da un faro alogeno, apparentemente senza nessuno a difenderlo. Chiediamo l'apertura della finestra di ingaggio, il compito è quello di eliminare l'obj con dei finti esplosivi, abbiamo 15 minuti di tempo + 5 di attesa. Osserviamo la situazione, decidiamo di dividerci: Mauro resta in copertura con la minimi, io e Psycho ci avviciniamo strisciando nei punti d'ombra. Arrivo a dieci metri dall'obj, passando a pelo del cono di luce perchè la vegetazione fitta crea un passaggio obbligato... "sei morto!". Un bisbiglio dietro un cespuglio decreta la fine della mia missione. Nella manciata di minuti che rimangono i due superstiti non riescono a concludere l'obj.
I prossimi due obj sono Rodi e Omega, il primo fatto senza problemi, il secondo raggiunto dopo un'estenuante camminata in un botro stretto e scivoloso, dove abbiamo dovuto fare una pausa forzata perché mi sono storto una caviglia. Dopo un'ora e mezza raggiungamo senza intoppi il campo base ed allestiamo provvisoriamente i basha.
La mattina successiva, dopo un lungo riposo, ripartiamo per completare la missione: ora tocca a Voce, alla recon sui 4 nidi per trovare De Haseivado e al disinnesco della B-61. Arriviamo in prossimità di Voce osservando il comportamento della difesa. Siamo su un sentiero a poche decine di metri dall'obj, chiediamo l'apertura della finestra di ingaggio e ci dividiamo per attaccare. E qui abbiamo il solito colpo di sfortuna: Mauro ci avverte via radio che deve ingaggiare perché la contro arriva verso di lui, li elimina ma a sua volta viene colpito, io cerco una posizione che permetta di coprire l'avanzata di Andrea, uno scambio di raffiche ma vengo colpito, alla fine viene preso anche Psycho. Loro in 6 e noi in 3... un rapporto di forze svantaggioso. La verità era che siamo capitati proprio nel cambio turno, e questo ci ha fuorviato.
Nel proseguio del pomeriggio passiamo per Nido 1, 2 e 3, senza trovare traccia del nostro de Haseivado, salvo avere un ingaggio inaspettattato con la contro nel quale veniamo eliminati complice anche il malfunzionamento della minimi di Mauro (come al solito la sfiga ci vede benissimo). B61 va anche peggio: stabiliamo di fare un' osservazione ravvicinata dell'obj prima di attaccare, ma un colpo di tosse allerta la contro e ci fa scoprire. Visto che l'ingaggio doveva avvenire solo a finestra aperta, questo semplice attimo di debolezza ci compromette l'intero avvicinamento.
Le conclusioni che abbiamo tratto al di là della fredda classifica, ci confortano dal punto di vista del movimento di pattuglia, della navigazione e degli avvicinamenti, complice una contro non ossessiva, sugli attacchi invece abbiamo risentito della pressione psicologica delle finestre tempo, anche se questo problema era aggirabile, come abbiamo tentato di fare su B61. Diversamente siamo stati molto efficaci quando siamo riusciti a garantirci l'effetto sorpresa. Il set-up era ridotto all'osso ma siamo riusciti a mantenere lo stesso un certo comfort. Vivi complimenti a Corvo e a tutte le Api di Mare per l'eccezionale logistica che ha garantito lo svolgimento corretto della gara.

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